di Mario Rino Biancheri

Un riconoscimento atteso, sentito, quasi naturale.
La cittadinanza onoraria conferita a Padre Enrico Schirru dal Comune di San Cataldo non è apparsa come un atto formale calato dall’alto, ma come la presa d’atto ufficiale di un legame già profondissimo, costruito in venticinque anni di presenza costante, discreta e autentica nella vita della città.

La cerimonia, svoltasi nell’aula consiliare, ha avuto un tono istituzionale ma tutt’altro che freddo. Come raccontato anche da Irene, nella sala si respirava un clima di calore e partecipazione sincera. Amministratori, consiglieri comunali e cittadini erano concordi nel riconoscere che quel gesto rappresentava semplicemente ciò che da tempo era già vero nel sentire comune: Padre Enrico è parte integrante della comunità sancataldese “da sempre, da subito”.

Durante gli interventi, pur nel rispetto della formalità richiesta dal contesto, è emersa con chiarezza la capacità di Padre Enrico di entrare nel tessuto sociale della città, di ascoltarne i bisogni, di accompagnarne i percorsi umani e spirituali. Un sacerdote capace di costruire relazioni, di fare comunità, di esserci davvero.

Particolarmente toccante è stato il momento in cui Padre Enrico ha ripercorso, con parole semplici e sincere, la sua vita a San Cataldo. Un racconto che lo ha visibilmente commosso. Quelle lacrime asciugate con pudore hanno colpito molti dei presenti, restituendo l’immagine di un uomo che vive il suo sacerdozio con autenticità e profonda partecipazione umana.

Per l’occasione era presente anche il Provinciale dei Mercedari, Padre Efisio Schirru, giunto a San Cataldo a testimonianza dell’importanza dell’evento e del legame tra Padre Enrico e l’Ordine di Santa Maria della Mercede.

Accanto al momento istituzionale, la giornata ha avuto poi un seguito più familiare e informale, come era stato immaginato e desiderato. Dopo la novena, con uno spazio dedicato ai bambini e alle tradizioni, si è vissuto un tempo di convivialità semplice ma ricco di significato. Un momento in cui si sono ritrovate insieme molte delle realtà che hanno incrociato il cammino di Padre Enrico: le sorelle, le associazioni parrocchiali, i giovani dell’MGM, i gruppi della novena, rappresentanti delle istituzioni e tanti parrocchiani.

La serata si è conclusa tra brindisi, torta, fotografie e sorrisi, suggellando una giornata che ha saputo tenere insieme istituzione e comunità, ufficialità e affetto.

Un aspetto non secondario, sottolineato da Irene, è stato lo spirito di collaborazione che ha accompagnato l’organizzazione dell’evento. Tutto è stato realizzato grazie all’impegno condiviso dei parrocchiani: un lavoro corale fatto di preparativi, allestimenti, accoglienza e cura dei dettagli. Un modo di fare che è esso stesso comunità e che rispecchia pienamente lo stile pastorale di Padre Enrico.

Quella vissuta a San Cataldo non è stata soltanto una cerimonia, ma una vera festa di popolo. Un grazie pubblico, sentito e meritato a un sacerdote che, da venticinque anni, cammina accanto alla sua gente.


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