Il triduo sarà predicato da padre Eugenio Caramia, superiore del Santuario di Bonaria. Sabato la tradizionale Messa per gli ammalati, domenica la processione e la solenne celebrazione presieduta dal Superiore Generale dei Mercedari
di Mario Rino Biancheri
SAN CATALDO – Settembre, a San Cataldo, porta con sé uno degli appuntamenti religiosi più cari alla devozione popolare: la festa in onore della Madonna delle Grazie, Patrona e Titolare dell’omonima Parrocchia-Santuario affidata alla cura pastorale dei Padri Mercedari.
Anche quest’anno la comunità si prepara a vivere giorni intensi di preghiera, raccoglimento e partecipazione, nei quali la tradizione si rinnova attorno all’antico e sempre attuale affidamento a Maria Santissima delle Grazie.
Quello di “Madonna delle Grazie” è, del resto, uno dei titoli mariani maggiormente radicati nella fede e nella pietà popolare cattolica. Generazioni di cristiani si sono rivolte e continuano a rivolgersi a Maria nelle difficoltà della vita, nelle sofferenze, nelle preoccupazioni familiari, nella malattia e nei momenti in cui più forte si avverte il bisogno di speranza.
Invocare Maria come Madre delle Grazie significa riconoscere in lei la Madre che conduce a Cristo e che intercede presso Dio per i suoi figli. È una devozione che, ben lontana dall’essere soltanto un’eredità del passato, continua a parlare alla vita concreta delle persone: alle loro richieste, alle necessità, alle paure, ma anche al desiderio di affidare a Maria un ringraziamento per un dono ricevuto.
Il triduo con padre Eugenio Caramia
La preparazione alla festa avrà inizio giovedì 3 settembre con il triduo predicato da padre Eugenio Caramia, O. de M., religioso mercedario di origini sancataldesi e attuale superiore del celebre Santuario di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari, uno dei più importanti luoghi della devozione mariana in Sardegna.
Il ritorno di padre Eugenio nella sua San Cataldo costituisce certamente un elemento particolarmente significativo di questa edizione della festa.
Giovedì 3 settembre, alle 17.15, sono previsti il Santo Rosario meditato e le litanie cantate, seguiti alle 18.00 dalla Santa Messa. Alle 20.30 si terrà inoltre il suggestivo “Rosario sotto le stelle”, nel cortile del Convento, con ingresso da piazza Mercede.
Il triduo proseguirà venerdì 4 settembre, ancora con il Rosario meditato e le litanie alle 17.15 e la Santa Messa alle 18.00. Alle 19.00 è prevista la presentazione dei lavori di restauro del simulacro della Madonna delle Grazie, un momento che consentirà alla comunità di conoscere gli interventi effettuati sulla venerata immagine mariana.
Sabato la Messa per gli ammalati
Particolarmente atteso è l’appuntamento di sabato 5 settembre. Dopo il Rosario meditato e le litanie cantate delle 17.15, alle 18.00 sarà celebrata la Santa Messa per gli ammalati.
È uno dei momenti più tradizionali e sentiti della festa della Madonna delle Grazie a San Cataldo. Una celebrazione che assume un significato particolare proprio perché mette al centro quanti vivono l’esperienza della malattia, della fragilità e della sofferenza e, insieme a loro, le famiglie e coloro che quotidianamente se ne prendono cura.
Da sempre sono proprio i momenti più difficili della vita quelli nei quali la devozione popolare si rivolge con maggiore intensità alla Madonna delle Grazie. C’è chi affida a Maria la propria guarigione, chi quella di una persona cara; chi chiede la forza per affrontare una malattia e chi, semplicemente, cerca conforto e speranza.
La celebrazione per gli ammalati diventa così qualcosa che va oltre il singolo appuntamento liturgico: rappresenta quasi il cuore più intimo della festa, quello nel quale la comunità si stringe attorno ai suoi membri più fragili e li affida alla protezione materna di Maria.
Domenica la festa e la processione per le vie della città
Il momento culminante sarà domenica 6 settembre, Festa di Santa Maria delle Grazie.
Le prime celebrazioni eucaristiche sono previste alle 7.30 e alle 10.00. Nel pomeriggio, alle 18.00, prenderà il via la tradizionale processione con il simulacro della Madonna delle Grazie, che attraverserà corso Vittorio Emanuele, via Garibaldi, piazza San Giuseppe, via Roma, piazza Mons. Cataldo Naro, via Regina Elena, via Luigi Di Forti, via Leonardo Da Vinci, piazza Marconi, via Caltanissetta, via Villarosa e via Piazza Armerina, per concludersi in piazza Mercede.
Qui, alle 19.00, sarà celebrata la Santa Messa solenne, presieduta da padre Leoncio Osvaldo Vivar Martinez, O. de M., Superiore Generale dell’Ordine della Mercede. La liturgia sarà animata dal coro parrocchiale “S. Maria delle Grazie”. Al termine della celebrazione è previsto lo spettacolo pirotecnico.
La presenza del Superiore Generale dell’Ordine conferisce ulteriore significato alla festa e testimonia il profondo legame tra il Santuario sancataldese e la grande famiglia religiosa mercedaria.
Il programma avrà infine un’appendice lunedì 7 settembre alle 19.30, quando il campetto dell’oratorio parrocchiale sarà intitolato a padre Samuele Salis.
Sono giorni nei quali fede, memoria e tradizione tornano dunque ad incontrarsi. Per tanti sancataldesi la festa della Madonna delle Grazie è anche un appuntamento legato ai ricordi familiari, alle preghiere imparate da bambini, alle grazie chieste o ricevute e a quel rapporto semplice e confidenziale con Maria che attraversa le generazioni.
Ancora una volta il Santuario diventerà il punto di incontro di una comunità che si raccoglie attorno alla sua Madonna per affidarle le proprie gioie e le proprie fatiche, facendo proprie le parole scelte quest’anno per accompagnare la festa: «Venite e contemplate la vostra Regina che splende fra gli astri del mattino».
Come ormai consuetudine, Radio Amore seguirà in diretta le varie celebrazioni della festa, consentendo di partecipare anche a chi non potrà essere fisicamente presente al Santuario, e in modo particolare agli ammalati e alle persone anziane.
Le dirette potranno essere seguite sulle frequenze FM 104 e 97 MHz, attraverso il sito di Radio Amore e tramite la app, per portare nelle case la preghiera e le celebrazioni di una festa che continua ad occupare un posto speciale nel cuore della comunità sancataldese.


